TO BE BANNED FROM ROME

Concept Annamaria Ajmone and Alberto Ricca Choreography and dance Annamaria Ajmone

Live music Bienoise (Alberto Ricca)

Space and costumes Jules Goldsmith

Lights and technical direction Giulia Pastore

Production Torinodanza festival, Cab 008, Club To Club Festival In collaboration with The Italian New Wave

A project made in the context of Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore / Piemonte dal Vivo Selected by Hangar Creatività -­‐

Progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte With the support of Mibact e Regione Toscana

**english version below

 

“To be banished from Rome is but to live outside of Rome.” 

― Helen Keller, The Story of My Life

 

Nato da un dialogo tra la coreografa Annamaria Ajmone e il musicista Alberto Ricca, TO BE BANNED FROM ROME trova il proprio terreno di indagine  all’interno dello spazio della rete e di alcune community che la abitano. Il tema fondamentale è la distorsione della geografia mentale, sia per quanto riguarda la sfera di influenze nella costruzione dell'individuo, sia nella prospettiva con cui ci si relaziona alla società esterna e ai suoi accessori culturali.

La drammaturgia è pensata senza il limite delle arti in scena: ogni elemento coreografico, musicale, scenico è scritto e immaginato a quattro mani, e dà vita ad un’opera che nasce sin dal principio come una riflessione condivisa, il cui presupposto è la neutralità del mezzo virtuale.

Partendo dagli inni memetici della rete e dai nuovi generi nati in seno a questa (Accelerazionismo, Vaporwave), la musica di Bienoise/Alberto Ricca ricostruisce lo stato di attenta ipnosi che si vive di fronte allo scorrere di una pagina su uno schermo e, assieme al movimento, genera un flusso costante ma denso di avvenimenti, sfruttando anche l’acustica dei luoghi di rappresentazione per creare momenti di maggiore o minore virtualità. Allo stesso modo, la danza di Annamaria Ajmone, trasforma costantemente lo spazio e al tempo stesso i volumi del corpo. In scena, i materiali di stoffa costruiscono lo spazio abitato, e così il tessuto stesso diventa emblema di un luogo immaginario morbido, artificioso e flessibile. 

Le luci di Giulia Pastore, così come gli spazi e i costumi di Jules Goldsmith, spingono chi guarda ancora più a fondo nella suggestione percettiva, somma delle atmosfere e della densità dei materiali, permettendo allo spettatore di restare sospeso, in contemplazione.

**Born from a dialogue between choreographer Annamaria Ajmone and musician Alberto Ricca, TO BE BANNED FROM ROME investigates the web's virtual spaces, inhabited by people that share the same passions and obsessions.
The dramaturgy is devised so that arts on the scene are not starkly distinguished: each choreographic, musical and stage element is written and conceived by both creators, giving birth to a shared reflection that presumes the neutrality of the virtual means. The subject of this investigation is the ambivalent effect that the web exerts over people that use it as an instrument to build a clique of ideal contacts around them.
Taking cue from memetic hymns and new music genres stemming from the web itself (Accelerationism, Vaporwave), Alberto Ricca aka Bienoise's music rebuilds the state of attentive hypnosis experienced while scrolling down a page on a screen and, together with the movement, generates a ceaseless yet dense flux of informations, taking advantage of the scenes' acoustic features to create moments of greater or lesser virtuality. In the same way, the score sheet dictates Annamaria Ajmone's movements as she constantly transforms the space around her and the volume of her body. On the scene, cloths enclose the inhabited space, and the fabric itself becomes an emblem of an imaginary place that's soft, artificial and flexible. That's how physical geographies that refer to the ideal ones are modified, how the body is altered and, symbolically, how reality is distorted. Giulia Pastore's light design as well as Jules Goldsmith's spaces and costumes are the final dramaturgic components, pushing the observer further down the perceptive suggestion that is a sum of atmospheres and density of the materials, allowing the spectator to stay afloat in contemplation.