Solo
ideazione Annamaria Ajmone

consulenza artistica Simone Bertuzzi

cura e organizzazione Giulia Basaglia

ambiente sonoro “La region Centrale” di Michael Snow

18 settembre–3 ottobre 2015, azione coreografica per il cinema della Fondazione Prada, realizzata per L’atlante del gesto di Virgilio Sieni, presso Fondazione Prada, Milano.

 

Solo è un'azione coreografica in situ per il cinema della fondazione Prada di Milano, commissionata da Virgilio Sieni e realizzata per il progetto coreografico della compagnia Sieni, L'atlante del gesto, presso la Fondazione Prada di Milano.

 

Solo è stato pensato come un'unica azione coreografica che si dipana in tutti gli spazi del cinema e della durata di 1 h e 10 minuti. L'ambiente sonoro è costituito dalla colonna sonora del Film La Région central di Micheal Snow (1971). Considerato come una delle opere fondamentali del cinema strutturale, il film registra un paesaggio canadese compiendo tutti i movimenti di macchina possibili per 180 minuti. In “Solo” viene privato dell’immagine e resta solo la colonna sonora, composta da suoni elettronici e sintetici. Il pubblico si muove liberamente nello spazio che viene continuamente mutato dal duplice movimento del performer e del pubblico. La distanza che si crea tra il pubblico e il performer è continuamente modificata. Lo spazio si amplifica e si ristringe, dal vicinissimo al lontanissimo. L'azione coreografica gioca su continui cambi di intensità e velocità del movimento, sulla ripetizione e sulla stasi, il tempo è inteso come tempo “vissuto” e non come performativo.

** Solo is a choreographic action conceived for Fondazione Prada’s Cinema in Milan.

Commissioned by Virgilio Sieni and created for the choreography project of Sieni’s dance company ‘L’Altlante del Gesto’ (The Atlas of gesture) at Milan’s Fondazione Prada.

 

Solo has been conceived as a single choreographic action that unfolds across the rooms of the cinema, lasting 1 hour and 10 minutes.

The soundtrack From Michael Snow’s 1971 film La region central makes up the sound environment. Considered as one of the most important pieces of structural cinema, the film features a Canadian landscape and carries out every possible camera movement for 180 minutes. In ‘Solo’ the film’s images are removed leaving the soundtrack which consists of electronic and synthetic sounds. The performer’s intention is to continuously modify and alter space-time for it to amplify, narrow down and dilate. The audience is free to move around the venue, sharing the space with the performer as an active part of the space’s geometry.