No Rama
NO RAMA

NO RAMA è un luogo abitato. Diverse specie possono vivere, crescere riprodursi. Qui i corpi si disintegrano in corpi celesti, si trasformano in piante, animali, minerali. NO RAMA è un luogo geograficamente vicino al nostro, non lontano e non impossibile, ma con continue incursioni dell’altrove-futuro, presente e sotterraneo.

NO RAMA è un eco-sistema artificiale, al suo interno si mescolano elementi organici ed inorganici, umani ed extraumani, ci sono esseri viventi, spinner rose, rose del deserto, segreti, fenomeni meteorologici e campi gravitazionali. Ciascun elemento è connesso reciprocamente agli altri, mescolandosi lo spazio circostante si trasforma continuamente, i corpi assumono nuove forme e forze, il tempo si dilata generando così un sistema diffuso, viscoso e autosufficiente.

NO RAMA è un’indagine (immaginifica) sul futuro di questo pianeta, abitato da una sequenza di  forme animali e biotecnologiche. Il suo eco-sistema è in grado di adattarsi al riscaldamento globale, alla desertificazione della terra e  alla progressiva acidificazione delle acque. Mescolando scienza e finzione, NO RAMA è soltanto una tra le possibilità.

Produzione Cab 008.
Coproduzione Teatro Metastasio di Prato e FOG Triennale Milano Performing Arts.Con il sostegno di L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Armunia / Festival Inequilibrio, Centro nazionale di produzione / Virgilio Sieni, spazioK.Kinkaleri.
Con il sostegno di Regione Toscana,  MiBACT e Comune di Firenze.
Il progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL / Network Giovane Danza D'autore coordinata da L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino.

Ideazione
Annamaria Ajmone
Con
Annamaria Ajmone,
Marta Capaccioli,
Lucrezia Palandri

Musiche originali e sistemi di diffusione
Francesco Cavaliere
Costumi
Jules Goldsmith
Luci e direzione tecnica
Giulia Pastore

“Nel frattempo a dispetto della natura, a dispetto di tutte le poltiglie grigie le cose reali si scontrano e si dimenano. Alcune di esse sbucano all’improvviso perché la fabbrica funziona male o fin troppo bene, il petrolio fuoriesce dalla sua voragine originaria e si sversa nel golfo del Messico, i raggi gamma emettono plutonio per ventiquattromila anni; gli uragani si formano a partire da enormi sistemi temporaleschi nutriti dal calore dei combustibili fossili; l’oceano di tasti telefonici si estende sempre di più. Paradossalmente il capitalismo ha scatenato miriadi di oggetti contro di noi, in tutto il loro multiforme orrore e sfavillante splendore. Duecento anni di idealismo, duecento anni in cui gli esseri umani si sono collocati al centro dell’esistente, e ora gli oggetti si prendono la loro rivincita. Una rivincita terribilmente potente antica, duratura e pericolosamente precisa, invade ogni cellula del nostro corpo.”

Timothy Morton, ”Iperoggetti”

“Vi era ancora una questione che a quel tempo – almeno così credo – mi ronzava per il capo, e cioè se, al calar della notte vera, quando lo zoo veniva chiuso al pubblico, per gli abitanti del Nocturama venisse accesa la luce elettrica, affinché, al levarsi del giorno su quel capovolto universo in miniatura, potessero, in qualche modo tranquillizzati, sprofondare nel sonno.”

W.G. Sebald, “Austerlitz”

“La storia della vita consiste quindi in lunghi periodi di noia interrotti occasionalmente dal panico.”

Elizabeth Kolbert, “La sesta estinzione”

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No Rama. Contemporanea Festival 2019"
ARTEXT (2019)